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Rinnovato il Contratto di Gruppo SKF Italia
12-10-2016

In un anno comunque impegnativo, la multinazionale svedese SKF, leader nella produzione di cuscinetti, sta sperimentando nel 2016 una evoluzione relativamente positiva nel settore Automotive ed Aeronautico, pur a fronte invece di perduranti difficoltà in quello Industriale. A livello globale, SKF continua dunque a combattere in un mercato dove la concorrenza asiatica e in particolare cinese è sempre più forte e dove, ormai, il 50% del mercato è collocato in quel continente. In tale scenario, con risultati in Europa che si mantengono stabili e comunque positivi, la strategia del Gruppo punta allo sviluppo e valorizzazione di fabbriche flessibili in grado di rispondere velocemente alle esigenze e richieste del mercato, con l’utilizzo di nuove tecnologie e con l’implementazione dei concetti di Industria 4.0.

Il Gruppo SKF in Italia

All’interno di un simile contesto complessivo che vanno opportunamente letti i risultati raggiunti nonché le prospettive di SKF Italia. Si tratta, in verità, di elementi in buona parte confortanti, specie in termini di volumi produttivi, seppur il tutto avvenga in presenza di una forte spinta di razionalizzazione che vede anche SKF Italia impegnata a seguire le decisioni del Gruppo di riorganizzarsi a livello globale per realizzare una struttura più semplificata ed efficiente. Ciò ha comportato, nel corso del 2015, specifiche operazioni di riduzione del personale di staff che, per quanto gestite e attenuate nei loro effetti più negativi dal pieno utilizzo di tutti gli strumenti di ammortizzazione possibili, sono state comunque significative. In prospettiva, è indubbio che l’Italia resti una componente fra le più rilevanti del Gruppo e una fra le nazioni dove si sta pensando di sviluppare linee di produzione secondo i principi dell’Industria 4.0. Ovvio allora che questa nuova rivoluzione industriale apra nuovi, seri e rilevanti temi di confronto con l’azienda, tanto sulle professionalità emergenti, quanto sui futuri livelli occupazionali. Sono temi che toccheranno tutti i lavoratori e che, data la loro criticità, non possono cogliere nessuno impreparato.

Il rinnovo dell’accordo contrattuale

Da un punto di vista più strettamente gestionale e sindacale, con il 31 dicembre 2015 ha avuto termine l’accordo sperimentale siglato al tempo da FIM CISL dal FALI che, a consuntivo, ha portato ai lavoratori di SKF Italia un importo di circa 2.600 euro in più rispetto agli aumenti previsti dal CCNL Metalmeccanici. L’esperienza maturata e i buoni risultati ottenuti hanno con ciò spinto tutte le organizzazioni sindacali (FIM, FIOM, UILM e FALI) a riprendere la trattativa con l’Azienda per rinnovare e migliorare l’accordo, mantenendone l’impalcatura di base che prevede il collegamento di fatto degli aumenti in busta paga alla situazione economica dell’impresa, piuttosto che a parametri macroeconomici. L’accordo è stato ufficialmente siglato da tutte le OOSS (fatto particolarmente significativo) prima delle vacanze estive, a valle delle assemblee tenute in tutti gli stabilimenti del Gruppo e dei risultati di un referendum che ha registrato un 80% di consensi da parte dei lavoratori.

Il contenuto dell’accordo prevede di derogare agli aumenti automatici previsti dal CCNL Metalmeccanico a fronte di un sistema basato da un lato su un indice di redditività di Gruppo -- al raggiungimento del 7% di redditività vengono erogati 40 € nel 2016 , 60 € nel 2017, 60 € nel 2018 per 13 mensilità al 5° livello per un totale complessivo di 2080 € -- e dall’altro su un parametro tarato sul singolo lavoratore in relazione a indicatori di qualità, efficienza, produttività per un importo massimo raggiungibile di 1090 € nel 2016, 1090 € nel 2017 e 1195 € nel 2018.

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